ANIMA Flash agosto - Estate d’attesa
08/08/2017


Si prospetta un settembre impegnativo per i mercati, con i prossimi meeting delle banche centrali, sempre più in cammino lungo un sentiero di normalizzazione delle politiche monetarie. Negli Stati Uniti, Trump si troverà a dover approvare il nuovo budget e ad affrontare la spinosa tematica della politica fiscale. L'attuale contesto resta favorevole all'investimento azionario. 

I mercati non vanno in vacanza, ma attendono un settembre importante su diversi fronti. Il tema delle banche centrali non ha mai smesso di essere dominante, ma lo è particolarmente in questa fase di normalizzazione delle politiche monetarie. Nel corso del mese di giugno, si era parlato di come la perdita di momentum dei dati macro, sia sul lato della crescita sia dell'inflazione, e la retorica accomodante delle banche centrali avessero alimentato un calo dei tassi. A luglio la situazione è totalmente cambiata: lo spartiacque rispetto alla situazione precedente può essere identificato nel forum organizzato dalla Bce il 26 giugno a Sintra, in Portogallo, che ha fornito importanti spunti per i mercati. Nel giro di un paio di settimane, infatti, il rendimento del Bund a 10 anni è aumentato di circa 30 punti base e oggi si muove fra 0,50-0,60 (Grafico 1). 

Il presidente della Bce Mario Draghi, durante questo summit, ha fornito un quadro nettamente meno prudenziale rispetto a quello atteso e scontato dai mercati, in particolare obbligazionari. Secondo il governatore dell'istituto centrale europeo i rischi di deflazione sono sostanzialmente svaniti, ci troviamo in un contesto reflazionistico e la debolezza dei dati d'inflazione è di carattere transitorio (Grafico 2).

Un messaggio più restrittivo, quindi, rispetto a ciò che i mercati prezzavano, tanto più che le parole di Draghi si sono inserite in un contesto di altre dichiarazioni simili di altri banchieri centrali, come il governatore della BoE, Mark Carney. Tutto questo ha prodotto un rialzo dei rendimenti obbligazionari. Il messaggio chiave, quindi, è questo: ci troviamo in una fase reflazionistica, l'inflazione è destinata a ritornare e, anche se le banche centrali saranno caute e graduali, il sentiero è quello di una normalizzazione delle politiche monetarie. Questo ha una valenza molto significativa in area euro, dato che si tratta di un messaggio recente. 

Negli Stati Uniti, invece, la Fed ha già intrapreso questo percorso da tempo. Per quanto riguarda il presidente americano Donald Trump, il tentativo di riformare la riforma sanitaria di Obama è fallito. È l'ennesima dimostrazione della distanza che c'è tra Trump e il partito repubblicano. Le conseguenze più importanti riguarderanno i tempi della riforma fiscale. Il Congresso, ora si può concentrare su questo tema: la riforma fiscale entra in primo piano e non deve più seguire temporalmente e concettualmente quello della riforma sanitaria. La seconda conseguenza riguarda il clima politico, diventato più teso: cresce il rischio di qualche incidente di percorso, come qualche misura protezionistica o la strumentalizzazione degli appuntamenti delicati di settembre. In quel mese ci sarà da approvare un nuovo budget, da affrontare il tema del limite del debito pubblico americano, che deve essere alzato tramite un voto del Congresso. Trump potrebbe usare questi appuntamenti per forzare la mano con il partito repubblicano, ricompattandolo e aumentando la disciplina interna. In questo contesto, dal punto di vista strategico, la view di ANIMA non è cambiata. Manteniamo una visione cauta, o negativa, sui tassi e, quindi, sulla componente obbligazionaria, specialmente core; resta positivo il giudizio sulle classi di attivi rischiose, in particolare le azioni. Le ragioni di questo sono date da un contesto macro solido e da utili societari in crescita. La fine dell'estate potrebbe essere, però, una fase nella quale assistere a una correzione sui mercati, essenzialmente per queste ragioni: alcune asset class hanno registrato performance molto positive e le valutazioni non sono più così a buon mercato, con una volatilità molto bassa può bastare poco per provocare una correzione sugli indici. Dato questo avvertimento, la view strategica sull'equity resta intatta e positiva. Si tratterebbe, nel caso, di un'opportunità d'acquisto o incremento di posizioni sull'azionario. In ambito obbligazionario, manteniamo una view moderatamente positiva sui segmenti a più alto spread, quindi emergenti e high yield.

Il documento completo è disponibile in Area Premium (solo per operatori professionali)